15 MINUTI FA – ULTIME NOTIZIE DA DOHA! Il presidente della International Tennis Federation e un rappresentante dell’Association of Tennis Professionals hanno convocato una conferenza stampa straordinaria al Qatar ExxonMobil Open, annunciando risultati investigativi che scuotono il tennis mondiale e mettono in discussione l’integrità del circuito professionistico.

Secondo quanto dichiarato a Doha, l’indagine interna è durata quarantotto ore nel massimo riserbo dopo il controverso quarto di finale tra Jakub Mensik e Jannik Sinner. Il punteggio finale, 7-6(3), 2-6, 6-3, ora è al centro di un terremoto sportivo senza precedenti.
Il presidente dell’ITF ha parlato di “una delle pagine più oscure del tennis moderno”, sottolineando come le prove raccolte mostrerebbero decisioni arbitrali irregolari e potenzialmente coordinate. La frase più forte è risuonata nella sala stampa: “Non possiamo tollerare alcuna ombra sull’equità competitiva”.
Nel mirino dell’inchiesta c’è il giudice di sedia designato per l’incontro, accusato di aver preso decisioni anomale in momenti cruciali. I documenti interni descrivono almeno sette chiamate “out” contro Sinner nei set uno e tre, poi ritenute errate da successive verifiche tecniche.
Quei punti, apparentemente marginali, hanno inciso sull’inerzia del match. In particolare nel tie-break del primo set, due decisioni controverse avrebbero permesso a Mensik di consolidare il vantaggio psicologico. Gli analisti parlano di “svolta emotiva” che ha cambiato il destino dell’incontro.
Un altro elemento esplosivo riguarda le presunte violazioni di tempo. Secondo il rapporto, Mensik avrebbe superato il limite consentito quattro volte senza ricevere sanzioni. Al contrario, Sinner è stato penalizzato già alla seconda infrazione, creando un evidente squilibrio regolamentare durante la partita.
La disparità di trattamento ha alimentato sospetti immediati tra tifosi e commentatori. Sui social media, l’hashtag legato a Sinner è diventato virale in poche ore. Molti parlano apertamente di “occasione rubata” al campione italiano, già vincitore di tornei Slam e simbolo del tennis azzurro.

Particolarmente delicata è la questione legata al sistema Hawk-Eye. L’indagine tecnica suggerisce che alcuni punti siano stati oggetto di override senza una chiara giustificazione tecnologica. I dati grezzi mostrerebbero discrepanze tra la traiettoria registrata e la decisione finale comunicata in campo.
Gli esperti informatici incaricati dall’ITF stanno analizzando log e timestamp per verificare eventuali manipolazioni. Sebbene non vi sia ancora una conferma definitiva, la sola ipotesi di un’interferenza sul sistema elettronico rappresenta un colpo durissimo alla credibilità del torneo di Doha.
Ancora più scioccante è la scoperta di messaggi interni intercorsi tra il giudice di sedia e un membro dello staff di Mensik. I contenuti, definiti “allusivi”, parlerebbero di “comprensione reciproca” e di necessità di “mantenere il ritmo della partita adeguato”.
Queste comunicazioni, se confermate autentiche, potrebbero configurare una violazione gravissima dei codici etici. L’ATP ha ribadito che qualsiasi forma di collusione tra ufficiali di gara e giocatori comporterà sanzioni esemplari, fino alla sospensione a tempo indeterminato.
Nel corso della conferenza stampa, è stato ribadito che Sinner non è oggetto di alcuna indagine disciplinare. Al contrario, il suo comportamento in campo è stato definito “professionale e rispettoso”. La federazione italiana osserva con attenzione, pronta a tutelare l’immagine del suo atleta di punta.

L’eventuale conferma delle irregolarità potrebbe portare a conseguenze storiche. Tra le ipotesi circolate figurano la squalifica dell’arbitro, l’apertura di un procedimento contro Mensik e persino la revisione ufficiale del risultato del match disputato al Qatar ExxonMobil Open.
Gli organizzatori del torneo di Doha hanno espresso “profonda preoccupazione”, assicurando massima collaborazione con le autorità sportive. Sponsor e partner commerciali monitorano la situazione, consapevoli dell’impatto mediatico globale che questa vicenda sta generando nel mondo del tennis.
Gli organizzatori del torneo di Doha hanno espresso “profonda preoccupazione”, assicurando massima collaborazione con le autorità sportive. Sponsor e partner commerciali monitorano la situazione, consapevoli dell’impatto mediatico globale che questa vicenda sta generando nel mondo del tennis.
Nel frattempo, la comunità tennistica internazionale è in subbuglio. Ex campioni e opinionisti chiedono trasparenza totale. Alcuni sostengono che questa crisi possa rappresentare un punto di svolta verso controlli più severi, tecnologie più sicure e protocolli arbitrali rafforzati.
Sinner, dal canto suo, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali nelle ultime ore. Fonti vicine al giocatore parlano di delusione ma anche di fiducia nel sistema giudiziario sportivo. Il campione italiano preferisce lasciare che siano i fatti e le prove a parlare.
Per Mensik, giovane promessa del circuito, la situazione è estremamente delicata. Una carriera in ascesa rischia di essere oscurata da accuse gravissime. Il suo entourage ha respinto ogni addebito, definendo le insinuazioni “infondate e premature”.
Il presidente dell’ITF ha concluso l’incontro con parole ferme: “Il tennis deve restare uno sport di integrità assoluta. Se emergono prove definitive, le sanzioni saranno immediate e proporzionate alla gravità dei fatti”. L’annuncio ufficiale delle eventuali punizioni è atteso nelle prossime ore.
Il mondo del tennis trattiene il respiro. Questa vicenda, nata quindici minuti prima in una sala stampa di Doha, potrebbe diventare una delle crisi più significative dell’era moderna. L’obiettivo dichiarato resta uno solo: proteggere la credibilità e l’onore di uno sport globale.